08 Giu 2016

Assolta nel Torinese la sindaca anti-cemento

Assolta nel Torinese la sindaca anti-cemento

La Repubblica – Torino – 7 giugno 2016

Assolta nel Torinese la sindaca anti-cemento: imputata per aver difeso una collina dalle ruspe


Per Matilde Casa, prima cittadina di Lauriano, l’accusa era di abuso d’ufficio per aver trasformato il terreno da edificabile ad agricolo. Per il tribunale di Torino “il fatto non sussiste”. Esultano Legambiente e Radicali.

Era finita in tribunale, accusata di abuso d’ufficio per aver difeso il suolo nel suo Comune, trasformando un terreno da edificabile in agricolo. Ora Matilde Casa (nella foto sotto), sindaca di Lauriano, un paese sulle colline vicino a Torino, è stata assolta. L’ha deciso questa mattina il tribunale di Torino: il collegio giudicante ha assolto la sindaca, così come il segretario e il tecnico comunale, perché il fatto non sussiste. «E’ una soddisfazione nella soddisfazione – commenta il suo legale Mauro Carena – perché si trattava di un accusa legata al suo mandato di amministratore e una formula piena dimostra in modo acclarato che nell’operato della sindaca non c’era nulla di illecito».

La vicenda risale al 2013 e riguarda la richiesta di un architetto di poter costruire su un terreno non “compromesso”. E’ stato lui, poi, a presentare l’esposto che ha datto il via a inchiesta, rinvio a giudizio e processo. «Quella è una collina verde senza costruzioni – spiega Matilde Casa – con difficoltà di accesso e per un terzo interessata da una frana, che come amministrazione abbiamo deciso di salvaguardare». Da qui la decisione di approvare in Consiglio comunale una variante urbanistica che trasformasse quel terreno edificabile in agricolo e quindi inadatto alle costruzioni. Lo stop al consumo di suolo, peraltro, era nel programma elettorale della sindaca e trova conferma in una serie di atti amministrativi approvati da quando è stata eletta primo cittadino del Comune della collina torinese. «Nella difesa, infatti, abbiamo deciso di puntare su questo aspetto – prosegue l’avvocato Carena – Abbiamo spiegato che lo stop alle costruzioni su quella collina è stato dato non perché rientrava tra le prerogative della sindaca poterlo fare, ma perché evidenze tecniche e di sicurezza rendono quella zona inadatta alla realizzazione di abitazioni».

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